Una drammatica rilettura di Thelma e Louise

21 febbraio 2010 Lascia un commento4 commenti

KABUL – Due donne afghane, sposate contro la loro volontà nella provincia occidentale di Ghor e fuggite dai rispettivi mariti un mese fa, sono state arrestate dalla polizia e riconsegnate alle famiglie. Obbedendo al decreto emanato da un’autorità religiosa locale, i familiari le hanno fatte frustare in pubblico. Lo scrive l’agenzia di stampa Pajhwok. La fustigazione è stata condannata come “atto immorale e fuorilegge” da responsabili locali ed esponenti di organizzazioni di difesa dei diritti umani da tutto il mondo. Le donne, originarie del distretto di Dolina, erano fuggite nella vicina provincia di Herat dove, ha detto il portavoce del governatore di Ghor, Abdul Hai Khatibi, sono state trovate dagli agenti, nonostante fossero vestite da uomini, e riportate a casa. Si erano travestite per sopravvivere alla fuga, e per un mese hanno vissuto di elemosina nella speranza di una svolta definitiva e positiva. Khatibi ha detto che “la punizione stabilita da un ulema di 45 frustate in pubblico, è stata avallata dai capi talebani e dai responsabili della comunità religiosa della zona“. Il vicecapo della polizia di Dolina, Jiahan Shah, ha detto che le donne erano fuggite da casa perché stanche di essere sottoposte a violenze e percosse, e che la fustigazione è stata realizzata con l’approvazione di Fazl Ahad, un ex comandante attivo contro l’invasione sovietica.

BANGLADESH: STUPRATA, RICEVE 101 FRUSTRATE

Otto mesi dopo lo stupro, una sedicenne di un villaggio in Bangladesh, ha ricevuto 101 frustate come “punizione” perché rimasta incinta durante la violenza. Allo stupratore invece non e’ stato torto neanche un capello. La “consulta” degli anziani del villaggio ha invece condannato il padre della ragazza a una multa, minacciandolo che sarà cacciato insieme alla famiglia se non pagherà. Le scudisciate sono state inferte alla giovane subito dopo la sentenza, il 17 gennaio.

Nell’aprile dell’anno scorso, nel distretto di Brahmanbaria, una ragazza venne violentata mentre andava a scuola: lo stupratore era da un ragazzo di un villaggio vicino, che la molestava da tempo. Sopraffatta dalla vergogna, la giovane non lo denunciò. Nel frattempo la famiglia di lei decisa di farla sposare, ma dopo un mese dalle nozze i test rivelarono che la ragazza era incinta al settimo mese. Ripudiata e dopo l’aborto, la giovane é tornata a vivere con la famiglia d’origine. Ma un gruppo di influenti anziani locali ha deciso che doveva essere punita. Il “processo” é avvenuto nel giardino di casa della vittima. Secondo il Daily Star, il quotidiano locale che ha raccontato l’inumana vicenda, al culmine del supplizio la ragazzina é svenuta e rimasta priva di sensi per due ore